domenica 22 ottobre 2017

Pausa Caffè

L’invito della follia

jackson_pollock_008_the_key_1946

Cari amici,
sono 4 mesi che non ci sentiamo, la mia penna è rimasta ferma alle calde e forti emozioni di Marzamemi e proprio non ne vuole sapere di scrivere altro in questo momento.
Lo confesso, Scrittura Emotiva sta attraversando un periodo di transizione, di cambiamento oserei dire ed ho bisogno di tutta la vostra comprensione in questo momento così delicato.
Questo spazio mi servirà per capire meglio le mie emozioni e le mie intenzioni a riguardo, pertanto per un pò mi dedicherò principalmente alla sezione pausa caffè usandola a mò di diario. Spero non ne vogliate. Vedrete che troverete lo stesso degli ottimi spunti su cui riflettere, sognare o da cui trarre ispirazione;)
Continua a leggere

“Arriva cieco di notte”.

14141494_1131078366957508_7911702770783678075_n
Ciao amici buon pomeriggio e ben trovati.
Prima di iniziare insieme una nuova stagione, un nuovo ciclo dopo questa pausa estiva, sento anche io il bisogno di lasciare uno spazio su questo blog in memoria del tragico terremoto che ha coinvolto il centro Italia.
Come molti sapranno vivo e sono nata a Roma, vicinissimo ai paesini colpiti, eppure non c’ero mai stata. Quelle poche cose che so, le ho apprese dai racconti di vita e di viaggio di amici vicini e credo le porterò sempre con me.

Proprio per questo ho scelto di trascrivere le parole di uno scrittore che amo, che in questo caso, meglio di me, sa cosa dire e come dirlo senza risultare banale o fuori luogo.

Ci tengo a dire, che questo non vuol dire capire il dolore di chi ha perso tutto, di chi piange chi non c’è più, o di chi non trova più un senso alla sua vita, perchè questo non è possibile, ma non rimanerne indifferenti e aiutare chi è rimasto, questo sì, lo è.

In memoria di Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto, e delle 292 persone uccise,

Flaminia❤️

“Il terremoto è un naufragio in terra. Le case diventano imbarcazioni scosse tra le onde e sbattute sugli scogli. Si perde tutto, si conserva la vita, lacera, attonita che conta gli scomparsi sul fondo delle macerie.

Si abita un suolo chiamato per errore terraferma. È terra scossa da singhiozzi abissali. Questi di stanotte sono partiti da oltre quattromila metri di profondità. Qualche giorno fa stavo agli antipodi, oltre quattromila metri sopra il mare. Quel monte delle Alpi non è un meteorite piovuto dal cielo, ma
il risultato di spinte e sollevamenti scatenati dal fondo del Mediterraneo. Forze gigantesche hanno modellato il nostro suolo con sconvolgimenti.

Si abita una terra precaria, ogni generazione cresce ascoltando storie di terremoti. Così, con le narrazioni, i vivi smaltiscono le perdite. Le macerie si spostano, si abita di nuovo lentamente, ma al loro posto restano le voci, le parole degli scaraventati all’aperto, a tetti scoperchiati. Ricordano, ammoniscono a non insuperbirsi di nessun possesso.

Arriva cieco di notte il terremoto e sconvolge i piccoli paesi. Ma i mezzi di soccorso sono di stanza nei grandi centri. Fosse un’invasione, quale generale accentrerebbe le sue forze lontano dai confini? Per il protettor civile questo ragionamento non vale. Ogni volta deve spostare le sue truppe con lento riflesso di reazione. Ai naufraghi nelle prime ore serve il conforto al cuore di un qualunque segnale di pubblica prontezza. Invece arriva prima un parente, un volontario, un giornalista. Il terremoto è anche un’invasione, contro la quale avere riserve piccole e pronte sparpagliate ovunque.

“Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi/ le foglie”. La frase di guerra di cent’anni fa del soldato Ungaretti Giuseppe racconta il sentimento di stare attaccati all’ albero della vita con un solo piccolo punto di congiunzione”.

Erri De Luca

 

Il fascino silenzioso dell’inverno

12650257_10153991798504382_501013653_n
Buongiorno a voi miei cari amici e buona domenica.
Amo questo giorno della settimana, tutto scorre più lento, è un momento di pausa reale, non ci sono obblighi, non ci sono regole.
La mia casa diventa un guscio caldo e avvolgente da cui non voglio uscire, mi piace il suo prendersi cura di me, il suo silenzio, il suo disarmante senso di protezione, mi accorgo di amarla ancora di più.

D’inverno questo sentimento si fa ancora più forte ed il mio desiderio di lei è incontenibile. Potrei trascorrerci ore intere, senza annoiarmi mai.
Amo l’inverno anche per questo. Ed oggi il mio momento di pausa lo dedico a lui. Continua a leggere

“Bevo a chi…” Buon anno amici❤️

2560x1600_prazdnik-vino-nastroenie-novyij-god
Ciao amici buon pomeriggio,

poche ore e ci lasciaremo alle spalle un altro anno. Uno dei più difficili forse.
Così ho scelto le parole del mio amato scrittore Erri de Luca per brindare con voi. E bevo soprattutto a chi ha “perduto tutto e ricomincia”.
Sempre e comunque.

“Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è stato invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrosisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà un eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.”

 

3, 2, 1…buon anno amici! Con tutto il mio affetto,

Flaminia❤️

Caro Babbo Natale quest’anno portami la Felicità!

babbo_natale
Niente regali, niente viaggi, niente soldi, voglio solo la felicità, quella assoluta, quella dell’anima, quella che non si può comprare o regalare, quella che se la trovi, te la tieni talmente stretta, che fai fatica anche a respirare.

In fondo amici se faccio un bilancio di questo anno me la sono proprio meritata, quindi perchè non dovrei essere accontentata dal buon vecchietto dalla barba bianca? Già ma chi glielo spiega che prima sarebbe meglio che parlesse col mio terapista?!

A parte gli scherzi, come siamo complicati noi adulti di oggi amici. Continua a leggere

Libro del Mese

Il veleno dell'oleandro   

51nrnzr5dhl-_sx318_bo1204203200_

Pedrara. La Sicilia dei Monti Iblei. Una villa perduta sotto alte pareti di roccia...

procedi