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Ciao amici ben ritrovati.
Devo essere sincera, ci ho messo un pò a ritrovare la voglia di scrivere dopo gli ultimi tragici avvenimenti legati alla crisi di migranti e rifugiati.
Come di consueto, volevo ricomparire con l’articolo del viaggio dell’estate, riempiendo i vostri cuori di belle immagini, cuoriosità ed emozioni, ma in questo momento, nonostante Scrittura Emotiva sia un blog leggero che ha la funzione di lasciarvi uno spazio di evasione dalla realtà frenetica di tutti i giorni dove poter tornare a respirare e a rilassarsi, io sento il dovere morale, come scrittrice, di spendere due parole sull’argomento e condividerle insieme in questo momento di pausa caffè.

Senza girarci troppo intorno sono rimasta anche io scioccata dalla foto del piccolo Aylan Kurdi, il bimbo di soli 3 anni trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia.

Aylan è morto perchè scappava dalla guerra.

Già la guerra. Questa atroce situazione in cui si trovano anche i bambini. Ma la guerra non è una loro scelta, né è sotto il loro controllo.
Hanno bisogno di protezione, hanno bisogno di protezione, hanno bisogno di protezione! E hanno diritto alla protezione.

La foto di Aylan oggi è già il simbolo della crisi umanitaria legata all’immigrazione. Come lui, tanti piccoli angeli hanno già perso la vita, e forse altri la perderanno finchè questo choc generale non sarà accompagnato da un’azione vera e propria.

Io oggi, nel mio piccolo, dopo aver letto la bellissima preghiera laica scritta dal mio scrittore preferito Erri De Luca, ho deciso di pubblicarla sperando che questa possa generare un’azione di preghiera collettiva contro la guerra.
De Luca la scrisse  dedicandola alle vittime del naufragio a sud della Sicilia. Ma io sono sicura sarbbe felice di recitarla nuovamente con noi per Aylan e per tutte le altre vittime.

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola

e del mondo, sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste
.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte,
da madre e da padre prima di partire.


Al piccolo Aylan,
e ad un mondo migliore
.

 

Flaminia❤️