jackson_pollock_008_the_key_1946

Cari amici,
sono 4 mesi che non ci sentiamo, la mia penna è rimasta ferma alle calde e forti emozioni di Marzamemi e proprio non ne vuole sapere di scrivere altro in questo momento.
Lo confesso, Scrittura Emotiva sta attraversando un periodo di transizione, di cambiamento oserei dire ed ho bisogno di tutta la vostra comprensione in questo momento così delicato.
Questo spazio mi servirà per capire meglio le mie emozioni e le mie intenzioni a riguardo, pertanto per un pò mi dedicherò principalmente alla sezione pausa caffè usandola a mò di diario. Spero non ne vogliate. Vedrete che troverete lo stesso degli ottimi spunti su cui riflettere, sognare o da cui trarre ispirazione;)

Non a caso in questo momento di ordinaria follia, oggi mi sono seduta ad un bar, ho acceso il portatile ed indovinate chi è venuto a portarmi un caffè?
Proprio lei. Chissà che sotto sotto non voglia farmi capire qualcosa. Forse mi conviene ascoltarla. Lo facciamo insieme? :)

Tanto tempo fa, la Follia decise di invitare tutti i sentimenti per un’insolita riunione conviviale.
Raccoltisi tutti attorno ad un caffè, per animare l’incontro, la Follia propose:
- “Si gioca a nascondino?”
- “Nascondino? Che cos’è?”, domandò la Curiosità.
- “Nascondino è un gioco!”, rispose la Follia, “Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, comincerò a cercarvi e il primo che troverò sarà il prossimo a contare”.
Accettarono tutti! Ad eccezione della Paura e della Pigrizia, che rimasero a guardare in disparte.
- “1… 2… 3…”, la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, esitante come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse festosamente per il giardino, noncurante di un vero e proprio nascondiglio.
La Tristezza cominciò a piangere perché non trovava un angolo adatto per occultarsi.
L’Invidia, ovviamente, si unì all’Orgoglio… e si nascose accanto a lui, dietro un sasso.
La Follia proseguiva la conta mentre i suoi amici si nascondevano, ma la Disperazione era sconfortata, vedendo che si era già a novantanove…
- “cento!”, gridò la Follia, – “Adesso verrò a cercarvi!”.

 

La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide l’Insicurezza, sopra un recinto, che non sapeva da quale lato avrebbe potuto nascondersi meglio.
E così, di seguito, furono scoperte la Gioia, la Tristezza, la Timidezza e via via tutti gli altri.
Quando tutti finalmente si radunarono, la Curiosità domandò: – “Dov’è l’Amore?”
Nessuno l’aveva visto…
Il gioco non poteva considerarsi concluso e così la Follia cominciò a cercarlo.
Provò in cima ad una montagna, lungo il fiume, sotto le rocce, ma dell’Amore nessuna traccia.
Setacciando ogni luogo, la Follia si accorse di un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a frugare tra i rami spinosi, quando ad un tratto… Sentì un lamento…
Era l’Amore, che soffriva terribilmente perché una spina gli aveva appena perforato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò per aver organizzato un gioco così stupido.
Implorò l’Amore per ottenere il suo perdono e, commossa dagli esiti di quel danno irreversibile, arrivò al punto di promettergli che l’avrebbe assistito per sempre.
L’Amore, rincuorato, accettò la promessa e quelle scuse così sincere.
Così, da allora, l’Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

TESTO DI DAVIDE SALIVA – Illustrazione tratta dal dipinto “La chiave” di Jackson Pollock 1946

Alla mia follia (che di tanto in tanto mi invita)

Flaminia❤️