giornomemoria

27 Gennaio 1945, si aprirono i cancelli di Auschwitz. È il Giorno della Memoria.
Lo sento come un dovere morale amici condividere insieme a voi questo avvenimento. Ogni anno, quando arriva il 27 gennaio mi fermo un attimo a pensare a questa tragedia, ma credo che non riuscirò mai a capire davvero ciò che è stato, come chi lo ha vissuto. Mi impressiona spesso vedere le interviste, di quelle poche anime, che sono sopravvissute. Sono sguardi che non dimentichi, occhi che raccontano un passato difficile da capire, occhi che inteneriscono, occhi che vorresti consolare, occhi bellissimi per tanta profondità.
Occhi inconsalabili forse. E come biasimarli.
Io oggi voglio riportarvi tre  frasi di Anna Frank, una ragazza ebrea, che come saprete divenne un simbolo della Shoah per il suo Diario scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.
Perchè lei credeva. Lei sperava. Lei Aveva Fede. Aveva ancora fede, nonostante quello che stava passando. Fede nella vita.

Me la immagino una dolce ragazza come tante che sognava il suo futuro e ancora oggi mi sorprende il suo coraggio e il suo ottimismo. La verità è che voleva vivere. Amava la vita e aveva il diritto di vivere. Sarebbe stato un onore averla come amica.

Oggi oltre che a tutte le vittime di Auschwitz, la mia preghiera va soprattutto ad Anna. Una ragazza che pur vivendo nella paura, scelse il Coraggio e i suoi Sogni finchè le fu concesso.

“È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

Ah, quante cose mi vengono in mente di sera quando sono sola, o durante il giorno quando debbo sopportare certa gente che mi disgusta o che interpreta male tutte le mie intenzioni! Perciò finisco sempre col ritornare al mio diario, è il mio punto di partenza e il mio punto di arrivo, perché Kitty è sempre paziente; le prometterò che nonostante tutto continuerò a fare la mia strada e a inghiottire le mie lacrime”.

“Capii che la paura non aiuta e non serve a nulla”.
Ad Anna.